A proposito dell'intitolazione a un ufficiale della XMas della darsena del porticciolo di Nervi.
Quando si esprime un giudizio negativo sul fascismo, non è solo un
giudizio di tipo politico ma soprattutto di tipo morale, etico e antropologico.
Non c’è stato passaggio dal momento della sua costituzione, che non abbia
rappresentato vessazioni, razzismo e intolleranza nei confronti degli “altri”,
chiunque fossero. Così, fu sicuramente elemento fondante del pensiero che
generò le atrocità che caratterizzarono gli anni tra il 1919 e il 1945.
Coscientemente ci fu chi si oppose fin dai suoi albori pagando, un prezzo
altissimo in esilio, in carcere, al confino o sacrificando la vita come Antonio
Gramsci, Giovanni Amendola, i fratelli Rosselli ecc.
Quello che è importante sottolineare è “la scelta” che sempre più in crescendo
fecero gli oppositori, sino allo scontro finale col fascismo e i suoi complici.
Oggi se abbiamo una Costituzione condivisa, e diritti civili sanciti in diversi
ambiti è proprio grazie a coloro che questa scelta fecero, molti dei quali
rimasero “anonimi” senza alcun tipo di rivendicazione e riconoscimento.
Ci fu chi scelse di combattere il fascismo, ma altri lo sostennero nel tempo e
l’8 settembre scelsero di tradire il proprio Paese, costituendo un governo
fantoccio sottomesso all’occupante tedesco e condividendo di fatto tutto il
percorso di stragi e vessazioni compiuto nei confronti degli Italiani.
Al riguardo, particolarmente significativa è la storia della X Mas che da unità
della Regia Marina, dopo l’8 settembre, si ricompone al servizio della
Repubblica Sociale e soprattutto alle dirette dipendenze delle truppe di
occupazione naziste. L’attività repressiva e criminale verso italiani è
talmente consolidata nella X Mas da arrivare a rinunciare alla loro peculiarità
di “marinai” per operare in zone ben lontane dal mare, pur di continuare le
attività criminose contro Italiani.
Per queste ragioni non sussistono motivazioni per l’intitolazione della darsena
del porticciolo di Nervi all’ex ufficiale della X Mas Luigi Ferraro che
coscientemente seguì le sorti della “decima” condividendone sino all’ultimo le
regole d’ingaggio.
Diventa, quindi, pretestuoso e irrilevante l’alibi, per il riconoscimento,
dell’attività imprenditoriale sviluppata negli anni successivi, in quanto a lui
è stata concessa questa opportunità che il fascismo aveva negato a molti
italiani oppositori del regime e soprattutto agli imprenditori ebrei.
Per queste stesse ragioni una amministrazione Pubblica, diretta espressione istituzionale
della Costituzione Repubblicana, non può alimentare ambiguità che sarebbero
diseducative e forvianti della storia nei confronti delle nuove generazioni che
hanno il diritto di formarsi nella chiarezza e trasparenza della Democrazia
conquistata dopo il 25 aprile 1945.
ANPI GENOVA
L'Anpi di Genova sta raccogliendo le firme per un applo al Sindaco Bucci, perché ritiri questa nefandezza e rifletta sulla grave intitolazione di uno spazio pubblico ad un assassino, un criminale che ha ammazzato dei patrioti, dei cittadini in nome di una nefasta ideologia che all'Italia ha procurato solo miseria e morte!